In breve. Crossing Brooklyn Ferry parte da un viaggio comune sul fiume East River, a New York, e lo trasforma in una meditazione sul tempo. Whitman osserva altri passeggeri e si rivolge a chi attraverserà quelle acque molti anni dopo di lui. La poesia prova a creare un incontro tra persone che non potranno vedersi.
Il traghetto e la folla: l’inizio di una domanda
Non c’è bisogno di un’impresa straordinaria per costruire una grande poesia. Whitman sceglie un traghetto, un mezzo di trasporto quotidiano. Da una sponda all’altra viaggiano persone impegnate nelle loro faccende, mentre il fiume riflette la luce e lo skyline della città si allontana e si avvicina.
Il poeta osserva questi dettagli, ma presto compie un salto sorprendente: pensa a coloro che saliranno sullo stesso traghetto in futuro. Non conosce i loro nomi; eppure immagina un legame con loro. Eppure potranno guardare le stesse acque, percepire il movimento della barca, fermarsi davanti alla stessa vista.
La scena diventa una forma di dialogo attraverso il tempo. È come se Whitman dicesse al lettore: non siamo contemporanei, ma abbiamo in comune il mondo che attraversiamo.
Quando fu pubblicata la poesia?
Il poema apparve nel 1856, nella seconda edizione di Leaves of Grass, con il titolo Sun-Down Poem. Acquistò il titolo Crossing Brooklyn Ferry nell’edizione del 1860 e fu successivamente riveduto.
L’evoluzione del titolo è significativa. Quello iniziale insisteva sul tramonto; quello definitivo mette al centro l’attraversamento. Non un singolo spettacolo naturale, dunque, ma il movimento di persone che vanno e vengono.
La poesia è lunga e articolata; qui ne proponiamo una guida alla lettura senza riprodurre per intero un testo che può essere consultato nelle sue versioni storiche nel Walt Whitman Archive.
Il significato del fiume
Un fiume sembra sempre lo stesso e, nello stesso momento, non lo è mai. L’acqua scorre, la luce cambia, i passeggeri si avvicendano. Whitman trova in questa immagine una tensione tra continuità e mutamento.
Le persone che attraversano l’East River oggi non sono quelle di centocinquant’anni fa; la città si è trasformata. Eppure il gesto del passaggio rimane riconoscibile. Il traghetto diventa così una metafora delle esperienze che collegano individui lontani.
La forza dell’immagine risiede anche nella sua modestia: non serve conoscere un’altra persona per immaginare che cosa provi davanti alla corrente, al vento o alla folla. La nostra vita individuale contiene esperienze che altri hanno attraversato prima di noi.
Chi è il destinatario del poema?
Whitman si rivolge ai passeggeri del proprio tempo, ma soprattutto a quelli futuri. È una forma insolita di apostrofe: invece di parlare soltanto a un personaggio presente, il poeta interpella chi non è ancora nato.
In questo senso il componimento somiglia a una lettera lasciata ai posteri. Quando la leggiamo, realizziamo il progetto dell’autore: diventiamo noi i destinatari che egli immaginava.
L’effetto può essere commovente. Un uomo del XIX secolo, mentre guarda la città dal fiume, pensa a lettori che esisteranno dopo la sua morte. Non pretende di conoscerli: si limita a riconoscere che condividono con lui una parte dell’esperienza umana.
Tempo, corpo e città
La poesia non parla del tempo come farebbe un trattato filosofico. Il tempo si sente attraverso il corpo e i sensi: il rumore dell’acqua, i colori della sera, il movimento degli altri passeggeri. Questo è un tratto tipico di Whitman.
La città, inoltre, non è un semplice sfondo. È fatta di una pluralità di vite che si incrociano senza necessariamente conoscersi. Sul traghetto nessuno occupa il ruolo dell’eroe: ogni persona è parte della scena comune.
È la stessa sensibilità che ritroviamo nelle sue enumerazioni e nella celebrazione di mestieri e corpi differenti. Ma qui l’attenzione si sposta nello spazio del ricordo e dell’attesa: Whitman non canta soltanto chi vede, canta chi verrà.
Un esercizio di lettura
Prova a ricordare un luogo che attraversi spesso: una stazione, un ponte, una fermata dell’autobus. Immagina le persone che sono passate di lì cinquanta anni fa e quelle che ci passeranno tra cinquanta anni. Che cosa sarà cambiato? Che cosa potrebbe rimanere riconoscibile?
L’esercizio aiuta a capire perché Crossing Brooklyn Ferry non sia soltanto una poesia su New York. È una poesia sul misterioso rapporto fra la nostra brevissima presenza e la lunga durata del mondo.
Domande frequenti
Qual è il tema principale?
La continuità dell’esperienza umana attraverso il tempo, raccontata attraverso un viaggio quotidiano.
Che cosa simboleggia il traghetto?
Il passaggio, il movimento collettivo e la possibilità di una connessione tra generazioni.
Qual era il primo titolo?
Sun-Down Poem, nella seconda edizione di Leaves of Grass del 1856.
Per continuare: Foglie d’erba di Walt Whitman.
Fonti: Walt Whitman Archive — analisi e datazione; archivio delle versioni del poema.
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