Il 19 ottobre 1913 nasceva a Firenze Vasco Pratolini. A 113 anni dalla sua nascita, i suoi libri ci riportano fra case, botteghe e strade in cui la storia d’Italia passa attraverso la vita quotidiana. Nei suoi romanzi un quartiere può diventare un mondo: gli amori, il lavoro e le amicizie dei suoi abitanti raccontano anche le trasformazioni di un Paese.
Una vita fra lavoro e letteratura
Pratolini venne da una famiglia operaia e perse la madre da bambino. Le difficoltà economiche lo costrinsero a interrompere gli studi e a svolgere diversi mestieri. Continuò però a leggere e a formarsi da autodidatta: la letteratura entrò nella sua vita insieme all’esperienza concreta della povertà e del lavoro.
Nella Firenze degli anni Trenta furono importanti gli incontri con il pittore Ottone Rosai e con scrittori come Elio Vittorini. Nel 1938 fondò con Alfonso Gatto la rivista Campo di Marte. Dopo una prima vicinanza agli ambienti del fascismo di sinistra, maturò una scelta antifascista e partecipò alla Resistenza a Roma.
Nel dopoguerra visse anche a Napoli, dove insegnò, prima di stabilirsi nuovamente nella capitale. Morì a Roma il 12 gennaio 1991. Firenze rimase il centro della sua immaginazione narrativa: un luogo da ricordare, ma anche da interrogare attraverso i destini dei suoi abitanti.
Alcune opere da conoscere
- Il quartiere (1944). Giovani, amicizie e sentimenti nella Firenze popolare: una storia corale in cui crescere significa imparare a riconoscere il proprio posto fra gli altri.
- Cronaca familiare (1947). Un libro intimo, rivolto al fratello scomparso. La memoria diventa un confronto con la distanza, gli affetti e ciò che non si è riusciti a dire.
- Cronache di poveri amanti (1947). Via del Corno accoglie una comunità di personaggi le cui vicende si intrecciano negli anni dell’affermazione del fascismo. La strada è il cuore del racconto.
- Le ragazze di Sanfrediano (in volume nel 1952). Un racconto vivace di corteggiamenti e orgoglio femminile, nel quale le ragazze del quartiere mettono in discussione la sicurezza di un seduttore.
- Metello (1955). Premiato con il Viareggio, segue un muratore fiorentino fra vita sentimentale e lotte del lavoro. Apre la trilogia Una storia italiana, proseguita con Lo scialo (1960) e Allegoria e derisione (1966).
Da quale libro cominciare?
Per un primo incontro sceglierei Cronaca familiare, per la sua intensità raccolta, oppure Cronache di poveri amanti, per entrare nella dimensione corale della sua Firenze. Ricordare Pratolini il 19 ottobre può essere soprattutto questo: aprire uno dei suoi libri e ascoltare una voce capace di dare spazio alle esistenze comuni.