Donna affacciata su un borgo del Sud Italia al tramonto, illustrazione editoriale ispirata a Santa Barbara

Illustrazione originale generata con IA, ispirata a Santa Barbara di Nicola Lagioia; non è la copertina ufficiale.

Santa Barbara di Nicola Lagioia: il prezzo dei desideri e l’eredità delle famiglie

Una saga familiare ambientata a Capurso: ambizione, povertà e desiderio di riscatto nel nuovo romanzo di Nicola Lagioia.

Nel suo nuovo romanzo, Nicola Lagioia torna alla Puglia delle origini per raccontare una storia di ambizione, povertà, ricchezza e memoria. Una saga familiare in cui ogni desiderio sembra chiedere qualcosa in cambio.

Quanto siamo disposti a sacrificare per cambiare il nostro destino?

È questa la domanda che attraversa Santa Barbara, il nuovo romanzo di Nicola Lagioia, pubblicato da Einaudi il 6 ottobre 2026.

Dopo La città dei vivi, lo scrittore barese torna al paesaggio delle proprie origini, ma sceglie una strada narrativa differente: quella della grande saga familiare, dove le esistenze individuali diventano parte di una storia collettiva.

Al centro c’è Capurso, un paese alle porte di Bari. Ci sono famiglie che conoscono la fame e sognano la ricchezza, donne che custodiscono desideri e rancori, uomini che inseguono un riscatto e figli destinati a confrontarsi con ambizioni che non hanno scelto.

E poi c’è una santa. Una presenza misteriosa, capace di ascoltare anche le preghiere che nessuno avrebbe il coraggio di pronunciare davanti agli altri.

Di cosa parla Santa Barbara? La trama senza spoiler

La storia prende avvio nella Puglia del Novecento, in un mondo dove la povertà non rappresenta soltanto una condizione economica, ma determina aspettative, relazioni e possibilità.

Nunzia Battista è una ragazza che desidera molto più di ciò che la vita sembra averle riservato.

Una sera immagina un collier di diamanti. È un’immagine di ricchezza, una promessa di riscatto, forse una premonizione.

Nunzia sposerà Nicola Epifania e avrà un figlio, Domenico. Ma l’ambizione non si esaurisce con la costruzione di una famiglia. Al contrario, diventa una forza capace di influenzare le scelte personali e il futuro delle generazioni successive.

Accanto agli Epifania incontriamo i Levante, un’altra famiglia attraversata da tensioni, aspirazioni e contraddizioni.

Le loro vicende si intrecciano mentre il paese cambia e l’Italia attraversa la guerra, la ricostruzione e il miracolo economico.

Sullo sfondo, e talvolta al centro, compare Santa Barbara: una figura che appartiene alla dimensione religiosa e insieme a quella delle leggende popolari.

La santa sembra conoscere soprattutto i desideri più oscuri. Quelli che non riguardano la salvezza dell’anima, ma il potere, l’amore, il denaro e la vendetta.

Nunzia Battista e la fame di diventare qualcuno

Il personaggio di Nunzia offre una delle chiavi più interessanti per avvicinarsi al romanzo.

La sua ambizione nasce da una mancanza concreta.

Non desidera semplicemente possedere oggetti costosi. Vuole sfuggire alla condizione dalla quale proviene, sottrarsi all’idea che il futuro debba necessariamente assomigliare al passato.

È un sentimento comprensibile, persino universale.

Chi non ha mai desiderato una vita differente? Chi non ha immaginato, almeno una volta, che la ricchezza potesse risolvere ogni problema?

Il romanzo suggerisce però una distinzione fondamentale: esiste una differenza tra migliorare la propria condizione e permettere che il desiderio di miglioramento diventi l’unico criterio con cui giudicare ogni cosa.

Ecco perché Nunzia appare una protagonista potenzialmente contraddittoria, difficile da ridurre alla semplice alternativa tra eroina e antagonista.

Il suo desiderio di emancipazione convive con una forza che può trasformarsi in dominio.

Il riscatto personale non coincide necessariamente con la liberazione degli altri.

È una contraddizione sulla quale vale la pena riflettere anche al di fuori della letteratura.

Una Puglia sospesa tra realtà e leggenda

Uno degli aspetti più promettenti di Santa Barbara è l’incontro tra un territorio riconoscibile e una dimensione che supera il realismo.

Capurso esiste davvero, ma nel romanzo viene reinventata attraverso racconti, superstizioni e memorie familiari.

Il paese diventa un universo narrativo autonomo.

Le famiglie si conoscono, le voci circolano, le vicende personali diventano patrimonio collettivo. La vita di ciascuno sembra svolgersi sotto lo sguardo degli altri, mentre i segreti continuano a sopravvivere dietro le porte delle case.

La presenza di Santa Barbara introduce un elemento ulteriore.

Non siamo soltanto davanti a una ricostruzione storica del Mezzogiorno: la dimensione simbolica e quella quotidiana finiscono per convivere.

È un territorio letterario che può ricordare la grande tradizione delle saghe familiari, dove il passato non smette mai di agire sul presente e dove le storie raccontate dagli anziani possono diventare importanti quanto gli avvenimenti documentati.

Il tema centrale: che cosa ereditiamo davvero?

Un’eredità può essere un terreno, una casa, una somma di denaro.

Ma le famiglie trasmettono molto altro.

Trasmettono paure, convinzioni, rancori e desideri. Trasmettono il modo di guardare il mondo e, qualche volta, l’idea di ciò che significa avere successo.

Domenico, figlio di Nunzia e Nicola, cresce dentro un sistema di aspettative che esiste prima di lui.

È proprio questo uno dei nuclei più interessanti del libro: il rapporto tra la libertà individuale e l’influenza delle generazioni precedenti.

Quanto appartiene davvero a noi di ciò che desideriamo?

Se un figlio dedica la propria vita a diventare ricco perché ha visto soffrire i genitori nella miseria, sta realizzando il proprio sogno oppure quello della famiglia?

Non esiste una risposta semplice.

Ed è probabilmente questa complessità a rendere particolarmente fertile il terreno del romanzo familiare.

La scrittura e la costruzione narrativa

Con le sue 640 pagine nell’edizione commerciale, Santa Barbara richiede di entrare in una narrazione ampia, popolata da diversi personaggi e sviluppata lungo più decenni.

La struttura corale permette di alternare prospettive personali e trasformazioni collettive.

Il tempo storico non appare soltanto come una successione di eventi, ma come un insieme di cambiamenti che modificano ciò che le persone ritengono possibile.

La scelta di affiancare concretezza sociale e suggestioni leggendarie rappresenta un elemento distintivo dell’impianto narrativo.

È anche un equilibrio delicato: l’ampiezza della storia, la presenza di molte figure e i passaggi temporali possono chiedere una lettura attenta.

Chi predilige trame essenziali, pochi protagonisti e sviluppi immediati potrebbe trovare questa struttura impegnativa.

Chi ama immergersi a lungo in un mondo narrativo, invece, potrebbe riconoscervi proprio ciò che cerca.

I punti di forza e i possibili limiti

Il principale punto di forza dell’opera, sul piano della sua costruzione, sembra essere la capacità di unire grandi temi universali a un contesto estremamente preciso.

La fame, l’ambizione e il desiderio di riscatto non appartengono esclusivamente al Novecento pugliese.

Riguardano anche il presente.

Il secondo elemento di interesse è il ruolo attribuito alla memoria. Il passato non viene presentato soltanto come qualcosa da ricostruire, ma come una presenza che continua a interrogare chi vive dopo.

Infine c’è il rapporto tra sacro e profano: la figura della santa offre una dimensione inquietante a una storia che, diversamente, potrebbe apparire soltanto una cronaca familiare.

I possibili limiti riguardano soprattutto le preferenze di lettura. Una saga così estesa e corale difficilmente soddisferà chi cerca un romanzo rapido, concentrato su un solo conflitto e costruito attorno a continui colpi di scena.

A chi consigliamo Santa Barbara?

Santa Barbara è una scelta interessante per chi ama:

  • Le grandi saghe familiari e i romanzi che attraversano più generazioni.
  • La narrativa italiana contemporanea e i racconti ambientati nel Mezzogiorno.
  • Le storie in cui ambizione, denaro, potere e legami familiari entrano in conflitto.
  • I romanzi in cui memoria, mito e realtà si intrecciano.

È inoltre un titolo da prendere in considerazione per chi ha apprezzato La ferocia e desidera ritrovare alcuni dei temi ricorrenti della narrativa di Lagioia in una costruzione differente.

La nostra valutazione

Santa Barbara si presenta come un romanzo ambizioso, nel quale la vicenda di due famiglie diventa uno strumento per raccontare la trasformazione di un’intera comunità.

Il suo interrogativo più interessante non riguarda soltanto la possibilità di sfuggire alla miseria.

Riguarda ciò che succede dopo.

Che cosa resta dei nostri desideri quando finalmente possiamo realizzarli? E che cosa siamo disposti a perdere pur di raggiungere il risultato che abbiamo inseguito?

Sono domande che rendono questa storia rilevante anche per chi non conosce la Puglia, il suo passato o le sue tradizioni.

Perché ciascuno di noi, in qualche forma, eredita un mondo.

E deve decidere che cosa conservarne e che cosa cambiare.


Scheda del libro

  • Titolo: Santa Barbara
  • Autore: Nicola Lagioia
  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Data di pubblicazione: 6 ottobre 2026
  • Pagine: 640
  • ISBN: 9788806233341
  • Genere: narrativa italiana contemporanea, saga familiare

Recensione editoriale senza spoiler, elaborata sulla base della presentazione del romanzo e di approfondimenti pubblici. Non si tratta di una testimonianza di lettura integrale.

Immagine in evidenza: illustrazione originale generata con IA, ispirata al romanzo; non è la copertina ufficiale.

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