È scomparso il pittore Ettore Spada, figura legata alla vita artistica di Sassari. La notizia è stata diffusa il 26 ottobre 2026 da L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, che hanno raccolto il cordoglio del mondo culturale cittadino. A ricordarlo sono una comunità di artisti, una scuola e le opere entrate nelle raccolte pubbliche.
Una famiglia di pittori, un percorso personale
Figlio di Costantino Spada, nome importante della pittura sassarese del Novecento, Ettore apparteneva a una famiglia nella quale l’arte occupava un posto centrale. Anche il fratello Turi e la sorella Aline hanno seguito la strada della pittura. Una continuità familiare che accompagna il suo nome, senza esaurirne il percorso.
Il liceo artistico Filippo Figari di Sassari, da lui frequentato, lo ha ricordato come un proprio ex allievo capace di sviluppare una ricerca personale. Il messaggio della scuola, riportato dalla stampa locale, restituisce anche il rapporto fra formazione, lavoro artistico e comunità.
La Nuova Sardegna ricorda inoltre la donazione al Policlinico Sassarese, nel 2017, del dipinto Il volo della farfalla: un altro incontro fra la sua attività e la vita della città.
Due opere nelle raccolte pubbliche di Sassari
Per avvicinarsi al pittore esiste un punto di partenza concreto: il Catalogo generale dei Beni Culturali. Le sue schede documentano un autoritratto di Ettore Spada, datato al periodo 1980–1990, e un ritratto del pittore Libero Meledina, entrambi conservati al MUS’a, Pinacoteca al Canopoleno di Sassari.
L’autoritratto è un olio su tela e raffigura l’artista a mezzo busto. La documentazione lo colloca nella donazione effettuata allo Stato nel 2011 dal professor Vincenzo Marras in memoria dei genitori. Anche il ritratto di Meledina appartiene a quel nucleo: due testimonianze che collegano il lavoro di Spada alla storia delle raccolte cittadine.
È utile soffermarsi sulla coppia: da una parte il pittore rivolge lo sguardo verso se stesso, dall’altra ritrae un altro artista. Questi soggetti offrono una possibile via d’accesso al suo lavoro attraverso i volti e le relazioni. Le schede attestano la conservazione delle opere; per conoscerne l’attuale presenza nel percorso espositivo occorre rivolgersi alla Pinacoteca.
Il Centro Biasi: l’arte come relazione
Un altro legame significativo era quello con il Centro d’Arte e Cultura Giuseppe Biasi, del quale Ettore Spada era socio e componente del direttivo. L’Unione Sarda riporta il ricordo dell’associazione, che ne sottolinea la sensibilità e la partecipazione a una storia comune di cultura e amicizia.
È un aspetto che merita attenzione quando si racconta un pittore. Accanto alle opere contano i luoghi nei quali ci si incontra, si discute e si rende possibile un’attività culturale condivisa. Scuole, associazioni e collezioni pubbliche sono parti di questa stessa trama: aiutano un’esperienza individuale a entrare nella memoria di una città.
Un ricordo da continuare attraverso le opere
La notizia della scomparsa può diventare un’occasione per conoscere meglio il patrimonio artistico vicino a noi. Nel caso di Ettore Spada, i dipinti catalogati consentono di dare al ricordo riferimenti precisi: un autore, due soggetti, un luogo di conservazione e una storia collezionistica documentata.
È da qui che può proseguire l’attenzione per il suo lavoro. Consultare un catalogo, informarsi sulle raccolte, tornare in un museo sono gesti semplici che danno durata alla curiosità accesa da una notizia. Per altri percorsi fra opere, artisti e luoghi della cultura, continua a leggere la nostra sezione Arte.
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