Patrick Stewart è morto il 28 ottobre 2026 a Los Angeles, a 86 anni. La notizia è stata resa pubblica il 29 ottobre: Associated Press ha riportato la conferma della portavoce Kelly Bush Novak, mentre Reuters ha riferito l’annuncio diffuso sull’account dell’attore. Con lui scompare un interprete che ha portato il teatro classico dentro l’immaginario televisivo e cinematografico di più generazioni.
Per molti è il capitano Jean-Luc Picard di Star Trek; per altri il professor Charles Xavier degli X-Men. Accanto a questi volti rimane un percorso che attraversa i personaggi di Shakespeare e arriva alla poesia ascoltata in cuffia. Ripercorrerlo permette di incontrare un artista capace di collegare pubblici che spesso immaginiamo lontani.
Il teatro prima dell’Enterprise
La Royal Shakespeare Company documenta il suo ingresso nella compagnia nel 1966 e un repertorio che comprende Oberon, Shylock, Enrico IV, Prospero e Claudio. Nel 2008 interpretò il re di Amleto; nel 2006 fu Antonio in Antonio e Cleopatra e Prospero nella Tempesta. Sono ruoli differenti per posizione, desideri e conflitti: un modo concreto di misurare l’ampiezza del suo lavoro.
Questa formazione offre anche una chiave per guardare i personaggi più popolari. Re, comandanti, padri e consiglieri devono parlare davanti ad altri, scegliere e assumere responsabilità. Seguire il filo del potere e delle sue conseguenze consente di accostare quei mondi, lasciando a ciascuna opera le proprie domande.
Perché Shakespeare viaggia anche su Star Trek
Il rapporto fra Picard e Shakespeare è visibile nelle storie della serie. Un approfondimento del sito ufficiale di Star Trek ricostruisce diversi esempi: in Hide and Q Picard richiama Amleto nel confronto con Q; in The Defector il lavoro su Enrico V entra nel rapporto fra il capitano e Data. La letteratura diventa uno strumento con cui i personaggi si interrogano sull’esperienza umana.
È un incontro interessante anche per chi legge. Una vicenda ambientata nel futuro può riaprire questioni antiche: che cosa rende giusta una decisione, come si esercita l’autorità, quanto sappiamo riconoscere l’altro. L’astronave offre la distanza dell’immaginazione; il testo teatrale restituisce parole con cui avvicinarsi a quei problemi.
Da qui può nascere un percorso di scoperta: risalire da un episodio al dramma richiamato, osservare il contesto della scena e domandarsi quale significato acquisti altrove. Anche un personaggio televisivo può accompagnarci verso uno scaffale che non avevamo ancora esplorato.
I 154 sonetti, dalla condivisione online all’audiolibro
Un’altra parte della sua eredità passa attraverso un gesto più raccolto. Nell’intervista pubblicata dalla Folger Shakespeare Library il 17 aprile 2026, Stewart raccontava il progetto delle letture quotidiane dei sonetti durante la pandemia. La serie arrivò a comprendere tutti i 154 componimenti. Nello stesso colloquio spiegava il desiderio di rivolgersi all’ascoltatore con immediatezza, facendo percepire la poesia come una comunicazione personale.
Nel 2026 questo rapporto con i versi ha trovato una nuova forma in Patrick Stewart Performs the Complete Sonnets of William Shakespeare, pubblicato da Simon & Schuster Audio: letture integrali accompagnate da commenti originali dell’attore. Per un lettore italiano è importante riconoscerne la natura: un’opera audio in lingua inglese, distinta dalle traduzioni dei sonetti disponibili nella nostra lingua.
Il ricordo italiano di Lucca
Questo dialogo fra teatro e cultura pop ha anche una traccia italiana. Il sito ufficiale di Star Trek conserva un video pubblicato il 23 aprile 2023 in cui Stewart recita Shakespeare sul palco di Lucca Comics & Games, durante un panel dedicato a Picard. La data indicata riguarda la pubblicazione del filmato: è una testimonianza d’archivio, non un intervento nell’edizione 2026.
È un esempio della circolazione delle storie fra linguaggi e comunità di appassionati, lo stesso terreno che attraversiamo nella nostra guida a Lucca Comics & Games 2026. Un incontro nato attorno a una serie può lasciare spazio a un autore di quattro secoli prima.
Un modo per continuare ad ascoltarlo
La pagina della Folger offre ascolti autorizzati che permettono di avvicinarsi al progetto dei sonetti. Si può scegliere un componimento, seguirlo sul testo inglese e poi confrontarlo con una traduzione italiana di cui siano indicati autore ed edizione. Anche la distanza fra le due lingue può diventare una scoperta.
Ricordare Patrick Stewart significa tornare alle opere e alle parole che ha condiviso. Picard può essere il punto di partenza; un sonetto, la tappa successiva. Fra uno schermo e una pagina rimane aperta la possibilità di continuare a cercare.
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