Piccolissimo, ma capace di trovare una strada
Un bruco rischia di essere mangiato da un pettirosso e scopre una risorsa: può misurare. Il suo corpo diventa un’unità con cui confrontare le dimensioni degli uccelli. Poi arriva una richiesta che cambia il problema: misurare il canto di un usignolo. Il Bruco Misuratutto di Leo Lionni racchiude in questa svolta una domanda fertile: che cosa facciamo quando il metodo che ci ha aiutato finora incontra il proprio limite?
La storia invita a seguire l’inventiva del protagonista. Essere piccoli non equivale a essere privi di iniziativa; saper fare qualcosa non significa dover riuscire in ogni impresa. È una tensione interessante da condividere con i bambini, spesso immersi in richieste di prestazione. Il valore del bruco non deve esaurirsi nell’utilità che altri gli riconoscono. Questa è la nostra chiave di lettura, una delle possibilità aperte dal racconto.
Il passaggio dalle parti del corpo al canto sposta inoltre il terreno sotto i piedi. Una lunghezza si confronta con un’altra; un suono richiede di cambiare domanda. L’albo può così far nascere conversazioni sul rapporto fra ciò che si conta e ciò che si ascolta. Il divertimento dell’avventura resta il primo motivo per voltare pagina.
L’edizione Officina Babùk
Questa recensione riguarda l’edizione pubblicata da Officina Babùk il 27 settembre 2024, di quaranta pagine, con testo in simboli secondo le tecniche della Comunicazione Aumentativa e Alternativa, o CAA. Il marchio nasce dalla collaborazione fra Babalibri e uovonero. È opportuno indicarlo con precisione quando si cerca il libro in biblioteca o in libreria, perché esistono edizioni diverse della stessa storia.
La pagina ufficiale del progetto specifica che i simboli utilizzati sono WLS, della famiglia Widgit. Non vanno chiamati PCS: i repertori simbolici hanno nomi e caratteristiche propri. La CAA comprende molti strumenti e modalità per sostenere la comunicazione; il libro in simboli ne rappresenta una possibile applicazione nell’accesso al testo. Ridurla a un insieme di disegnini farebbe perdere la dimensione della relazione e delle scelte personali.
L’idea editoriale ci interessa perché conserva al centro un’opera letteraria. Un bambino può desiderare il bruco, gli uccelli e la sorpresa del racconto prima ancora di essere interessato alla decodifica delle parole. Proporre modalità diverse di incontro con la stessa storia amplia le occasioni di lettura condivisa e di conversazione fra compagni. Il piacere estetico merita un posto anche quando si ragiona sull’accessibilità.
CAA e alta leggibilità: esigenze da distinguere
Testo sostenuto dai simboli e alta leggibilità non sono sinonimi. Quest’ultima riguarda scelte come impaginazione, spaziatura, caratteri e organizzazione del testo; la presenza di simboli introduce un ulteriore canale di rappresentazione linguistica. Una soluzione non sostituisce automaticamente l’altra. La dislessia, inoltre, non comporta da sola che un libro in simboli sia la proposta più adatta: contano preferenze, competenze, esperienza e contesto.
Neppure un repertorio di simboli è immediatamente comprensibile a chiunque. ASHA ricorda che significati e modalità di accesso vanno considerati rispetto alla singola persona. Per chi utilizza già strumenti di CAA, è utile tenerli disponibili durante la lettura e raccordarsi con le modalità abituali. L’albo offre un’occasione culturale; non costituisce una terapia né garantisce risultati nell’apprendimento.
Leggere insieme, con spazio per rispondere
Si può cominciare scegliendo una posizione comoda per entrambi e lasciando il libro ben visibile. L’adulto legge con naturalezza e, se utile al lettore, accompagna il testo indicando i simboli, senza coprire le immagini. Il ritmo va osservato e aggiustato: una pausa può permettere di guardare, commentare, tornare indietro o chiedere di continuare. Non serve trasformare ogni pagina in una prova di riconoscimento.
La partecipazione può arrivare attraverso parole, gesti, sguardo o uno strumento di comunicazione. Accogliere una risposta significa anche lasciare tempo e riconoscere un eventuale desiderio di fermarsi. Per esigenze specifiche, chi conosce il percorso comunicativo del lettore può aiutare a scegliere gli accorgimenti utili.
Dopo il racconto possiamo confrontare, per gioco, la lunghezza di due foglie con una striscia di carta. Poi ascoltare un breve suono e immaginare come rappresentarlo: con un segno, un movimento o un colore. Sono inviti facoltativi a continuare l’esplorazione. Il bruco suggerisce proprio questa libertà: quando una misura non basta, possiamo cercare insieme un’altra strada.
Scheda del libro
Leo Lionni, Il Bruco Misuratutto, Officina Babùk, edizione in simboli CAA. Uscita: 27 settembre 2024; 40 pagine, 22 × 27 cm; ISBN 9791281495104.
Proposta redazionale: lettura condivisa dalla scuola dell’infanzia, scegliendo tempi e modalità in base all’interesse del lettore. Non è un’indicazione clinica né un’età dichiarata dalla scheda del volume.
I dati si riferiscono all’edizione indicata nella scheda ufficiale, consultata il 1° novembre 2026.
Per continuare a leggere
Questa recensione fa parte dello speciale Babalibri: storia e progetti. Puoi proseguire con Federico.
Fonti e approfondimenti
Officina Babùk — Il Bruco Misuratutto
ASHA — Augmentative and Alternative Communication
Penguin Random House — Inch by Inch
Verifica delle fonti: 1° novembre 2026.
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