Una porta, una pentola, un incontro
La domanda interessante, in Una zuppa di sasso, arriva prima della ricetta: che cosa crediamo di sapere di qualcuno quando si presenta alla nostra porta? È inverno e un vecchio lupo cerca un riparo. A ospitarlo sarà una gallina; attorno a loro si formerà una piccola comunità. Basterebbero questi ingredienti per una storia rassicurante. Anaïs Vaugelade li dispone invece in modo da tenere vivo il sospetto, insieme alla curiosità.
Un lupo nella casa di una gallina porta con sé un’intera biblioteca di fiabe. Il lettore sa già chi dovrebbe avere paura di chi. Proprio questa aspettativa dà energia all’incontro: prima ancora che accada qualcosa, siamo pronti a interpretare ogni gesto. La scena ci invita così a osservare anche il nostro modo di leggere. Stiamo ascoltando il personaggio o stiamo soltanto aspettando che confermi una parte già assegnata?
Il sasso fa posto agli altri
L’idea di cucinare una zuppa partendo da un sasso è un piccolo capolavoro narrativo: promette qualcosa di concreto attraverso un oggetto che, da solo, non può mantenerla. Chi incontra il lupo può contribuire alla preparazione. L’assurdità iniziale apre quindi uno spazio: anziché presentare un pasto già pronto, offre agli altri un motivo per intervenire.
Qui si trova, per noi, il cuore dell’albo. L’ospitalità prende forma in un’azione condivisa. Una conversazione può bloccarsi davanti alla domanda «Di chi posso fidarmi?», mentre preparare qualcosa insieme mette in circolo gesti, proposte e tempi comuni. Il sasso vale soprattutto per ciò che permette di costruire attorno a sé. È una buona occasione per distinguere il possesso di un ingrediente dalla capacità di immaginare un incontro.
Sarebbe però riduttivo ricavare soltanto una morale sulla generosità. Il meccanismo conserva una vena di astuzia: il lupo ha bisogno degli altri e trova un modo ingegnoso per coinvolgerli. Le due letture possono convivere. I bambini conoscono bene la differenza, talvolta sottile, fra invitare qualcuno a giocare e convincerlo a fare quello che desideriamo.
Lasciare respirare la diffidenza
La forza di una lettura condivisa sta anche nel non sciogliere troppo presto questa ambivalenza. Un adulto può essere tentato di annunciare subito che il libro insegna ad accogliere. Meglio lasciare che ciascuno decida quando si sente tranquillo, quale dettaglio lo fa cambiare idea e quali domande gli restano. Una storia interessante sopporta risposte diverse.
Questo non significa trasformare la fiaba in una regola pratica sull’aprire la porta agli sconosciuti. La casa della gallina è uno spazio narrativo nel quale esplorare emozioni e possibilità. Il confronto può restare vicino all’esperienza infantile: entrare in un gruppo nuovo, invitare un compagno, scoprire che una persona silenziosa ha qualcosa da offrire.
Dopo la lettura, una ricetta collettiva
Un’attività semplice consiste nel disegnare una pentola su un foglio grande. Ognuno aggiunge un ingrediente immaginario e spiega che cosa porta alla compagnia: qualcosa che scalda, qualcosa che fa ridere, qualcosa che sorprende. Si può anche inventare un altro oggetto impossibile da cui cominciare una cena. L’obiettivo è proseguire il gioco del racconto.
Babalibri consiglia l’albo dai cinque anni. È un buon punto di partenza per conversazioni nelle quali il piacere della storia resta centrale. Una zuppa di sasso merita di tornare sul tavolo perché permette ogni volta di riconsiderare il rapporto fra diffidenza e desiderio di stare insieme. E perché ricorda quanto possa essere avventurosa una cena.
Scheda del libro
Anaïs Vaugelade, Una zuppa di sasso, traduzione di Anna Morpurgo, Babalibri, Albi illustrati. Uscita: 1 ottobre 2001; 32 pagine, 29 × 27,5 cm; ISBN 9788883620393.
Da 5 anni secondo Babalibri per l’edizione Albi illustrati; adattare durata e conversazione ai lettori presenti.
I dati si riferiscono all’edizione indicata nella scheda ufficiale, consultata il 1° novembre 2026.
Per continuare a leggere
Questa recensione fa parte dello speciale Babalibri: storia e progetti. Puoi proseguire con Rana e Rospo amici per la pelle.
Fonti e approfondimenti
Babalibri — Una zuppa di sasso
L’école des loisirs — catalogo dei 50 anni, scheda Une soupe au caillou
L’école des loisirs — Anaïs Vaugelade
Babalibri — Una zuppa di sasso in musica
Verifica delle fonti: 1° novembre 2026.
Potrebbero piacerti anche...
-
Babalibri: storie, immagini e nuovi modi di leggere insieme
-
Il Bruco Misuratutto in CAA: Leo Lionni e il diritto di entrare nella storia
-
Rana e Rospo amici per la pelle: il tempo piccolo delle grandi amicizie
-
Guizzino: una comunità che impara a muoversi insieme
-
Pezzettino: essere piccoli non significa essere incompleti