Una tariffa può dire molto di una società. In Il tallone da killer di Alessandro Robecchi, pubblicato da Sellerio, il problema di due sicari è anche economico: trovare clienti, controllare i rischi, migliorare i guadagni. La sproporzione fra queste preoccupazioni riconoscibili e la natura del servizio offerto dà alla storia la sua direzione. Il delitto entra nel linguaggio del lavoro, mentre il lavoro rivela una logica inquietante quando viene separato da qualsiasi responsabilità verso gli altri. È una premessa comica che invita a sorridere con qualche esitazione.
Un incarico per salire di livello
I protagonisti sono il Biondo e Quello con la cravatta, una coppia di assassini su commissione. L’occasione arriva da Serena Bertamé, che vuole eliminare l’amante Andrea De Carli, un finanziere abituato a muoversi fra Milano e Londra. Per i due soci, quell’incarico in un ambiente molto ricco promette di cambiare la scala degli affari. Accettano l’incarico e incassano un anticipo; poi il piano incontra complicazioni che rendono assai meno lineare il lavoro previsto.
La domanda narrativa nasce dunque dalla distanza fra un progetto e la sua esecuzione. Conoscere il mestiere non mette al riparo dagli imprevisti, soprattutto quando si entra in un ambiente in cui denaro e protezioni moltiplicano le variabili. Da qui prende movimento la commedia nera, senza bisogno di anticiparne gli sviluppi.
Quando la competenza diventa un alibi
Il punto più fertile del romanzo è la serietà con cui i due considerano la propria attività. Organizzarsi, rispettare un accordo, tutelare la sicurezza sono comportamenti che normalmente approviamo. Applicati all’omicidio producono un cortocircuito: l’efficienza resta intatta, ma serve a realizzare qualcosa di inaccettabile. Robecchi costruisce così una satira che permette di interrogare anche il nostro modo di parlare del successo.
La domanda che questa impostazione suggerisce riguarda il significato della parola “professionale”. Basta svolgere bene una mansione perché il lavoro acquisti valore? La competenza può diventare un modo per evitare di guardare le conseguenze delle proprie azioni. Il paradosso dei sicari estremizza questa separazione e la rende visibile: la soddisfazione del cliente occupa il posto del giudizio morale.
Anche il desiderio di arrivare a una clientela più facoltosa merita attenzione. Cambia la tariffa, cambiano le aspettative, cresce l’ambizione; la vita umana continua a essere trattata come una voce dell’incarico. La lettura sociale del libro si può sviluppare proprio da qui, dal modo in cui il prezzo pretende di sostituire ogni altra misura.
Due personaggi secondari si prendono la scena
Chi segue Robecchi può aver già incontrato i due nella narrativa legata a Carlo Monterossi. L’autore ne colloca la prima apparizione in Questa non è una canzone d’amore, del 2014. Qui diventano il centro della storia e sostengono una proposta diversa dall’indagine affidata al personaggio più noto.
Questo spostamento offre un accesso curioso al mondo narrativo di Robecchi: si segue il ragionamento di chi prepara un delitto. La vicinanza ai protagonisti mette il lettore in una posizione scomoda, perché capire una preoccupazione pratica è facile anche quando appartiene a una persona colpevole. Il piacere della commedia può così convivere con il disagio per ciò che sta accadendo.
I dialoghi e l’intesa della coppia sono fra gli elementi messi in risalto nel confronto critico sul volume. La loro funzione conta quanto l’azione: rendono riconoscibile una relazione di lavoro, con l’abitudine a ragionare insieme e a fronteggiare gli ostacoli. Non occorre trasformare questa familiarità in un’assoluzione.
Milano e le distanze del denaro
La Milano del romanzo è legata alla finanza e agli ambienti del lusso. L’incarico costringe i protagonisti a confrontarsi con un livello di ricchezza che promette opportunità e introduce nuove difficoltà. Il potere economico determina accessi, cautele e rapporti fra le persone: offre materia narrativa oltre che un’ambientazione.
Per questa lettura, la città conta perché mette in contatto mondi vicini nello spazio e lontani nelle possibilità. Il desiderio dei due soci di avanzare economicamente trova un equivalente deformato nelle aspirazioni di chiunque misuri la propria posizione attraverso ciò che può permettersi. Il romanzo esaspera quel movimento fino a farne una questione criminale.
Sul rapporto fra luoghi, classi sociali e personaggi si può proseguire con il nostro approfondimento su Vasco Pratolini e Firenze: un altro percorso per osservare quanto una città partecipi alle storie che vi si raccontano.
Che cosa aspettarsi, e quali riserve tenere presenti
Il tallone da killer si rivolge a chi apprezza l’umorismo scuro, gli inciampi dei piani criminali e la satira sociale. La sua attrattiva risiede nel comportamento dei protagonisti e nella frizione fra normalità delle preoccupazioni e gravità degli atti. Chi cerca soprattutto un’indagine da ricostruire attraverso gli indizi dovrebbe tener conto di questa impostazione.
Il confronto fra le recensioni restituisce anche valutazioni differenti sulla riuscita complessiva: all’apprezzamento per ritmo e coppia protagonista si affianca una lettura più tiepida rispetto ad altri romanzi di Robecchi. È una riserva utile, perché invita a distinguere la forza dell’idea iniziale dalla soddisfazione che ciascun lettore ricaverà dal suo sviluppo. Senza discutere il finale, conviene avvicinarsi al libro per il suo equilibrio fra comicità e cinismo, lasciando aperta la valutazione personale.
Per un diverso percorso nella narrativa della paura, nella nostra sezione Libri trovate anche la recensione di L’intruso di Jason Rekulak.
Scheda del libro
- Titolo: Il tallone da killer
- Autore: Alessandro Robecchi
- Editore e collana: Sellerio, La memoria n. 1337
- Edizione italiana segnalata: 15 aprile 2025, copertina flessibile, 352 pagine
- ISBN: 9788838948145
- ASIN cartaceo: 8838948143
Dati verificati sulla scheda dell’editore Sellerio e sull’edizione Amazon indicata.
Nota metodologica: articolo elaborato attraverso documentazione dell’editore e dell’autore e confronto fra più recensioni indipendenti. Non è stata svolta una lettura integrale del volume.
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