A Napoli anche una cartolina può diventare una domanda: che cosa continuiamo a vedere in una città quando le sue immagini ci sembrano già familiari? È il punto da cui partire per Atlas Partenope, la nuova mostra di Andrea Fogli al Museo e Real Bosco di Capodimonte, aperta al pubblico dal 23 ottobre 2026 e in programma fino al 31 gennaio 2027. Curata da Vincenzo Stanziola, porta al secondo piano della Reggia un racconto fatto di disegni, pittura e argilla.
La novità interessa anche chi cerca nelle città storie da leggere. Il percorso intreccia memoria pubblica, devozione e immaginazione; invita a seguire le immagini che passano dai musei alle strade e da una generazione all’altra. A pochi giorni dall’apertura, offre uno spunto concreto per tornare a Capodimonte e provare a guardare Napoli con maggiore attenzione.
Un atlante delle immagini che ci accompagnano
Al centro dell’esposizione ci sono dieci polittici a carboncino. Attorno, santini e vecchie cartoline ridipinti dall’artista e un’installazione in argilla cruda: tecniche diverse per lavorare su figure che possiedono già una storia. Le tre sale compongono un percorso nel quale il materiale della memoria viene trasformato e rimesso in circolazione. Lo racconta la presentazione ufficiale del museo.
L’idea dell’atlante aiuta a entrare nel progetto: ogni immagine acquista significato anche attraverso le altre. Una cartolina appartiene al paesaggio di una città, ma anche alla vita di chi l’ha scelta, spedita o conservata. Un santino passa per mani, abitudini e affetti. Fermarsi su questi oggetti significa interrogare il rapporto tra ciò che una comunità tramanda e ciò che ogni persona vi riconosce. La mostra può essere letta anche attraverso questa tensione fra memoria comune e memoria privata.
La lunga costruzione degli Atlanti di Andrea Fogli
Il progetto napoletano apre un nuovo ciclo, l’Atlante delle devozioni. Per capirne la genealogia è utile risalire alla mostra 7 Atlanti al Mattatoio di Roma, tenuta tra dicembre 2024 e febbraio 2025. L’esposizione, curata da Stefano Chiodi, riuniva cicli costruiti nel corso di anni, attraverso disegno, scultura e appunti.
Nel ciclo Vedenti, per esempio, Fogli raccolse 111 disegni dedicati agli sguardi di figure come Pier Paolo Pasolini, Etty Hillesum, Hannah Arendt e Maria Montessori. Ne emerge una pratica paziente del raccogliere e accostare. A Napoli questa ricerca incontra una città intera: quali immagini scegliamo per orientarci, quali ci accompagnano senza che ce ne accorgiamo? È una domanda che riguarda anche chi legge, sottolinea una pagina o conserva una frase per ritrovarla anni dopo.
Il legame letterario con Anna Maria Ortese
C’è poi una vicinanza significativa per i lettori di Inchiostro Simpatico. Nello stesso piano del museo si trova Damasa, l’installazione permanente di Gian Maria Tosatti dedicata ad Anna Maria Ortese. La sua presenza a Capodimonte risale al 2023: il titolo deriva da un personaggio del Porto di Toledo, legato alla voce autobiografica della scrittrice. Il museo ne documenta la storia nella pagina dedicata all’opera.
Questa prossimità suggerisce una lettura da portare con sé: Il mare non bagna Napoli, pubblicato per la prima volta nel 1953 e oggi nel catalogo Adelphi. La città del dopoguerra vi appare attraverso uno sguardo inquieto, capace di riconoscere dolore, spaesamento e bellezza. Accostare il libro alla visita significa lasciare aperta una domanda: come cambia un luogo quando qualcuno trova una forma nuova per raccontarlo? È un percorso di lettura possibile, senza attribuire a Fogli un’illustrazione delle pagine di Ortese.
Una visita da continuare tra libri e luoghi
La mostra può diventare l’inizio di una piccola esplorazione personale. Dopo le sale, si può scegliere un’immagine della città e domandarsi quale storia abbia: una figura incontrata in una chiesa, una fotografia di famiglia, una cartolina dimenticata in un libro. È un esercizio di attenzione accessibile, che tiene insieme il patrimonio e l’esperienza quotidiana.
Per proseguire, abbiamo raccontato anche le biblioteche bellissime d’Italia e del mondo, con una tappa ai Girolamini di Napoli. E chi ama il confronto fra letteratura e altre arti può seguire il programma di Strane Coppie 2026, da Milano a Napoli. Musei, biblioteche e incontri offrono modi diversi per tornare sulle storie di una città.
Date e informazioni per visitare Atlas Partenope
Atlas Partenope è visitabile dal 23 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 al Museo e Real Bosco di Capodimonte, via Lucio Amelio 2, Napoli, nelle sale 81, 83 e 84 del secondo piano. L’inaugurazione si è svolta il 22 ottobre; l’apertura al pubblico è iniziata il giorno successivo. La mostra è compresa nel biglietto del museo, senza un supplemento dedicato.
Per chi sta organizzando una visita, il Ministero della Cultura ha inoltre annunciato l’apertura straordinaria gratuita di mercoledì 4 novembre 2026 e la conseguente chiusura del museo giovedì 5 novembre. Prima di partire conviene verificare eventuali variazioni, disponibilità e modalità d’accesso sulla scheda ufficiale della mostra e sui canali di Capodimonte.
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